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Justin B. Bullock, Samuel Hammond, and Seb Krier L’IAG, i governi e le società libere article Questo articolo esamina come l’intelligenza artificiale generale (IAG) potrebbe rimodellare alla radice il delicato equilibrio tra capacità statale e libertà individuale che sostiene le società libere. Muovendo dal quadro del «corridoio stretto» di Acemoglu e Robinson, gli autori sostengono che l’IAG comporta rischi specifici di spingere le società verso un «Leviatano dispotico», attraverso una sorveglianza e un controllo statali rafforzati, oppure verso un «Leviatano assente», attraverso l’erosione della legittimità dello Stato rispetto ad attori non statali potenziati dall’IAG. Attingendo alla teoria dell’amministrazione pubblica e ai recenti progressi nelle capacità dell’IA, analizzano come queste dinamiche potrebbero manifestarsi attraverso tre canali principali: l’automazione delle decisioni discrezionali all’interno delle agenzie pubbliche, l’evoluzione delle strutture burocratiche verso architetture di livello sistemico e la trasformazione dei meccanismi di riscontro democratico. L’analisi individua modalità di fallimento specifiche che potrebbero destabilizzare le istituzioni liberali. Una capacità statale potenziata dall’IAG potrebbe consentire una sorveglianza e un controllo senza precedenti, consolidando pratiche autoritarie. Al contrario, una rapida diffusione delle capacità dell’IAG tra attori non statali potrebbe minare la legittimità e la governabilità dello Stato. Gli autori esaminano come questi rischi si manifestino in modo diverso al livello micro delle singole decisioni burocratiche, al livello meso della struttura organizzativa e al livello macro dei processi democratici. Per preservare il corridoio stretto della libertà, propongono un quadro di governance che valorizza solide salvaguardie tecniche, assetti istituzionali ibridi che mantengano una supervisione umana significativa e meccanismi regolatori adattivi.

L’IAG, i governi e le società libere

Justin B. Bullock, Samuel Hammond, and Seb Krier

Altruismo Efficace, 2026

Abstract

Questo articolo esamina come l’intelligenza artificiale generale (IAG) potrebbe rimodellare alla radice il delicato equilibrio tra capacità statale e libertà individuale che sostiene le società libere. Muovendo dal quadro del «corridoio stretto» di Acemoglu e Robinson, gli autori sostengono che l’IAG comporta rischi specifici di spingere le società verso un «Leviatano dispotico», attraverso una sorveglianza e un controllo statali rafforzati, oppure verso un «Leviatano assente», attraverso l’erosione della legittimità dello Stato rispetto ad attori non statali potenziati dall’IAG. Attingendo alla teoria dell’amministrazione pubblica e ai recenti progressi nelle capacità dell’IA, analizzano come queste dinamiche potrebbero manifestarsi attraverso tre canali principali: l’automazione delle decisioni discrezionali all’interno delle agenzie pubbliche, l’evoluzione delle strutture burocratiche verso architetture di livello sistemico e la trasformazione dei meccanismi di riscontro democratico. L’analisi individua modalità di fallimento specifiche che potrebbero destabilizzare le istituzioni liberali. Una capacità statale potenziata dall’IAG potrebbe consentire una sorveglianza e un controllo senza precedenti, consolidando pratiche autoritarie. Al contrario, una rapida diffusione delle capacità dell’IAG tra attori non statali potrebbe minare la legittimità e la governabilità dello Stato. Gli autori esaminano come questi rischi si manifestino in modo diverso al livello micro delle singole decisioni burocratiche, al livello meso della struttura organizzativa e al livello macro dei processi democratici. Per preservare il corridoio stretto della libertà, propongono un quadro di governance che valorizza solide salvaguardie tecniche, assetti istituzionali ibridi che mantengano una supervisione umana significativa e meccanismi regolatori adattivi.