Abstract
Nelle pagine finali di On What Matters, Volume II, Derek Parfit commenta: “Viviamo in una cerniera della storia… Se agiremo con saggezza nei prossimi secoli, l’umanità sopravviverà al suo periodo più pericoloso e decisivo… Ciò che ora conta di più è evitare che la storia umana giunga al termine». Questo passaggio fa eco al commento di Parfit, in Reasons and Persons, secondo cui «i prossimi secoli saranno gli più importanti nella storia dell’umanità». Ma l’affermazione secondo cui viviamo alla cerniera della storia è vera? L’argomentazione di questo articolo è che non lo è. L’articolo suggerisce innanzitutto un modo per rendere precisa e rilevante dal punto di vista pratico l’affermazione sulla cerniera della storia nel contesto della questione se gli altruisti debbano cercare di fare del bene ora o investire le loro risorse per avere un impatto maggiore in futuro. Alla luce di questa interpretazione, esistono due visioni del mondo - quella dell’era dei pericoli e quella del blocco dei valori - secondo le quali stiamo effettivamente vivendo, o stiamo per entrare, in un momento cruciale della storia. Il documento presenta quindi due argomenti contro l’affermazione della cerniera della storia: in primo luogo, che è a priori estremamente improbabile che sia vera e che le prove a suo favore non sono sufficientemente forti da superare questa improbabilità a priori; in secondo luogo, un argomento induttivo secondo cui la nostra capacità di influenzare gli eventi è aumentata nel tempo e dovremmo avere l’aspettativa che questa tendenza continui anche in futuro. Il documento si conclude prendendo in considerazione due ulteriori argomenti a favore dell’affermazione e suggerisce che, sebbene abbiano un certo valore, non sono sufficienti per farci pensare che il tempo presente abbia l’importanza massima nella storia della civiltà.