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Benito Mussolini Per la medaglia dei benemeriti del comune di milano incollection L’ordinamento politico italiano del 1925 si configura come un superamento delle dottrine ottocentesche del liberalismo e del socialismo, considerate ormai esaurite nella loro forza propulsiva e storica. La centralità dello Stato rappresenta il fulcro ideologico del nuovo regime, fondato sul principio della totale integrazione di ogni attività individuale e collettiva entro la cornice istituzionale. La necessità di una disciplina rigida, equiparata a un regime di guerra permanente, viene giustificata da esigenze di stabilità politica, difesa dei confini nazionali e risanamento economico, con particolare riferimento alla tutela della moneta e al contrasto delle spinte inflazionistiche. Il rafforzamento del potere esecutivo appare come una necessità tecnica per la gestione delle complessità moderne, comportando un esplicito ridimensionamento del ruolo del Parlamento, ritenuto strutturalmente inadeguato alla rapidità delle decisioni richieste. Il processo di trasformazione della nazione in Stato è orientato alla proiezione della potenza italiana nel contesto internazionale, richiedendo l’inquadramento del cittadino in una struttura gerarchica e militare in cui la vita individuale è subordinata agli interessi supremi della patria. Questo consolidamento del regime, inteso come esito di una rottura rivoluzionaria e non come semplice transizione parlamentare, sancisce l’inamovibilità del potere vigente e la fine della dialettica politica tradizionale, delineando un orizzonte di sviluppo fondato sulla volontà disciplinata e sulla coesione organica del corpo sociale. riassunto generato dall’IA

Per la medaglia dei benemeriti del comune di milano

Benito Mussolini

In Edoardo Susmel and Duilio Susmel (eds.) Opera omnia di benito mussolini, Firenze, 1956, pp. 422–427

Abstract

L’ordinamento politico italiano del 1925 si configura come un superamento delle dottrine ottocentesche del liberalismo e del socialismo, considerate ormai esaurite nella loro forza propulsiva e storica. La centralità dello Stato rappresenta il fulcro ideologico del nuovo regime, fondato sul principio della totale integrazione di ogni attività individuale e collettiva entro la cornice istituzionale. La necessità di una disciplina rigida, equiparata a un regime di guerra permanente, viene giustificata da esigenze di stabilità politica, difesa dei confini nazionali e risanamento economico, con particolare riferimento alla tutela della moneta e al contrasto delle spinte inflazionistiche. Il rafforzamento del potere esecutivo appare come una necessità tecnica per la gestione delle complessità moderne, comportando un esplicito ridimensionamento del ruolo del Parlamento, ritenuto strutturalmente inadeguato alla rapidità delle decisioni richieste. Il processo di trasformazione della nazione in Stato è orientato alla proiezione della potenza italiana nel contesto internazionale, richiedendo l’inquadramento del cittadino in una struttura gerarchica e militare in cui la vita individuale è subordinata agli interessi supremi della patria. Questo consolidamento del regime, inteso come esito di una rottura rivoluzionaria e non come semplice transizione parlamentare, sancisce l’inamovibilità del potere vigente e la fine della dialettica politica tradizionale, delineando un orizzonte di sviluppo fondato sulla volontà disciplinata e sulla coesione organica del corpo sociale.

  • riassunto generato dall’IA

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